LA CIPOLLA CHE CAMMINA

La cipolla che cammina esiste davvero? (Sì: cresce in Liguria e si ripianta da sola)

Una varietà antichissima, salvata in Liguria, che non produce semi ma piccoli bulbi in cima allo stelo capaci di cadere a terra e generare nuove piante da sole: la cipolla egiziana è l’ortaggio che sembra muoversi nel campo

Se qualcuno vi dicesse che esiste una cipolla capace di camminare, probabilmente pensereste a una favola. E invece è tutto vero. Si chiama cipolla egiziana, ma è conosciuta soprattutto come cipolla che cammina, oppure cipolla albero o cipolla aerea, e deve questi nomi a un comportamento unico nel mondo degli ortaggi. Invece di produrre soltanto bulbi sottoterra, sviluppa in cima allo stelo piccoli bulbilli che, una volta maturi, diventano così pesanti da piegare la pianta fino a terra. Qui attecchiscono e danno vita a nuove cipolle, facendo “avanzare” la coltivazione di anno in anno.

Cipolla egiziana
Cipolla egiziana

Una varietà antica dal nome misterioso

Nonostante il nome, questa cipolla non è originaria dell’Egitto. Le sue vere origini restano incerte, anche se si ritiene sia nata dall’ibridazione spontanea tra la comune Allium cepa e una cipolla asiatica invernale. Il riferimento all’Egitto potrebbe derivare dal rapporto speciale che gli antichi Egizi avevano con questo ortaggio: consideravano la cipolla simbolo di vita eterna, tanto da deporla nelle tombe dei faraoni come oggetto sacro. La pianta, essendo sterile, non produce semi fertili e ha sviluppato un sistema alternativo di moltiplicazione: i bulbilli aerei che sostituiscono il classico fiore e permettono alla varietà di perpetuarsi identica nel tempo.

Cipolla che cammina
Cipolla che cammina

L’ortaggio che… si moltiplica da solo

È proprio questa la caratteristica che rende la cipolla egiziana così stramba. La pianta può superare il metro di altezza, motivo per cui viene chiamata anche cipolla albero. Al posto dell’infiorescenza forma piccoli bulbi violacei riuniti a grappolo. Quando raggiungono la maturazione, il loro peso piega lentamente lo stelo fino a farlo toccare il terreno. A quel punto i bulbilli radicano spontaneamente, dando origine a una nuova pianta senza bisogno di essere seminati. Anche i bulbi sotterranei continuano a moltiplicarsi come nelle comuni cipolle, rendendo questa varietà estremamente longeva e autosufficiente. Una rarità botanica che oggi è inserita anche nell’Arca del Gusto di Slow Food per il suo valore storico e agricolo.

Dalla Liguria alla tavola: come si coltiva e come si mangia

Oggi la cipolla egiziana è coltivata soprattutto nella Liguria occidentale, tra Ventimiglia e la Valle del Nervia, dove associazioni e coltivatori stanno cercando di conservarla e diffonderla. Si adatta perfettamente al clima della riviera, resiste al freddo, richiede poche cure e, se lasciata nel terreno, continua a produrre anno dopo anno. In cucina non si butta via nulla. I giovani germogli verdi si consumano in primavera come cipollotti, i bulbilli aerei vengono spesso conservati sott’aceto oppure mangiati crudi, mentre i bulbi principali, dal sapore delicato, finiscono in zuppe, minestre, soffritti, torte salate, piatti di carne e di pesce. Un ortaggio dimenticato che oggi sta tornando a farsi strada, letteralmente, un passo alla volta.